Apologia Mulierum - In difesa delle donne

L'EVENTO - Venerdì 12 giugno 2015, ore 17.30, il Prof. Franco Minonzio, docente di Italiano e Latino presso il Liceo Classico “Alessandro Manzoni” di Lecco, ha tenuto presso la libreria Parole nel tempo di Lecco la conferenza: Contro la 'naturale' inferiorità della donna: le radici storiche di una forma di civiltà.

Presentazione del volume: Pompeo Colonna, Apologia mulierum. In difesa delle donne, a cura di Franco Minonzio, Como, New Press Edizioni Lecco, Polyhistor Edizioni, 2015

POMPEO COLONNA - Cardinale (Roma 1479 - Napoli 1532); dopo aver combattuto al servizio degli Spagnoli nel 1503, divenuto ecclesiastico per volontà dei parenti, fu vescovo di Rieti e abate di Subiaco e Grottaferrata (1508), rimanendo però soldato. Deposto da ogni dignità per ribellione a Giulio II (1511), fu caro invece a Leone X, che lo fece cardinale (1517). Nei conclavi del 1522 e del 1523 fu però contrario ai Medici e nemico di Clemente VII, contro il quale si fece strumento di Carlo V, prendendo parte attiva al sacco di Roma e accettando solo alla fine di farsi mediatore per la liberazione della città e dello stesso papa dal quale ebbe grandi favori. Luogotenente generale dell'Orange nel Napoletano (1529), nel 1530 fu nominato viceré.

IL LIBRO -  Nato a Roma nel 1479, uomo d'arme, aristocratico della più schietta tradizione romana, avviato alla carriera ecclesiastica per salvaguardare le posizioni dinastiche della famiglia, Pompeo Colonna divenne vescovo, nel 1508, sotto Giulio II, e cardinale nel 1517, sotto Leone X. La crescente ostilità politica verso Clemente VII, lo mosse a compiere una scorreria militare in Vaticano nel 1526, che aprì la strada l'anno dopo al Sacco di Roma delle armate imperiali. Ravveduto, contribuì alla liberazione del pontefice e fu artefice della sconfitta dei Francesi, assumendo le funzioni di viceré di Napoli, carica che tenne con severità che parve eccessiva. Destituito, morì nel 1532, forse di veleno. Scrisse, probabilmente nel 1529, questo trattato In difesa delle donne (Apologia  mulierum), dedicato alla cugina Vittoria Colonna. Il testo si inserisce nel ricco dibattito critico (tra gli altri, Capra, Castiglione e Giovio) dei primi decenni del '500 quando in Italia la crescita d'importanza di donne di condizione signorile (Elisabetta Gonzaga, Isabella d'Este, Lucrezia Borgia, etc.) impose alla discussione teorica l'identità e la dignità femminili nella società: un tema che Colonna sviluppa da posizioni egualitarie, rivendicando alla donna un ruolo nella vita amministrativa e politica. Un testo, l'Apologia mulierum, qui per la prima volta tradotto e commentato, che collide con l'immagine pubblica del suo autore, e mostra dunque, in tutta la sua evidenza, l'ambiguità dell'esistenza del Colonna, e la tragicità della sua figura, mossa da un destino cui non seppe contrapporsi, avvertendone tuttavia il dominio paralizzante con doloroso, impotente, pentimento.

IL LIBRO E' DISPONIBILE PRESSO LA LIBRERIA PAROLE NEL TEMPO, LECCO, VIA PARTIGIANI 19

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